COMMENTI ALLE ULTIME ELEZIONI 

Bruno Musso                                  Genova 7.10.21

Continua la discussione sul comportamento dei vari politici quasi fossero i responsabili dei cambiamenti in corso e non dei semplici attori, più o meno bravi, che recitano una parte in una tragedia che poco conoscono e li depassa. Vediamo quindi di dimenticare la parte di Salvini, Meloni, Ledda e Calenda, per vedere le logiche necessitanti che le hanno imposte. Dovremo ripetere cose già dette ma la situazione non è cambiata.

Nel dopo guerra, fino agli anni ’80 del secolo scorso l’evoluzione positiva, spinta dalla sinistra e dai sindacati, faceva aumentare reddito, libertà, diritti ed equità distributiva; vincevano le democrazie, che sostituivano progressivamente, specie in Europa, le dittature. Alla fine del secolo il nostro modello istituzionale è entrato in crisi ed è iniziato il processo opposto, riducendo progressivamente i vantaggi acquisiti, facendo prevalere le dittature un po’ ovunque dall’Afganistan al Mediterraneo Orientale.

La distinzione destra e sinistra ha perso il suo significato: Trump (destra) è votato dall’operaio emarginato e Biden (sinistra) dall’intellettuale inserito. In Italia no vax è di destra, green pass di sinistra. In realtà sono tutti di destra, perché non esistono più obbiettivi e strategie di sinistra e tutti, con dichiarazioni più o meno “politicamente corrette”, difendono un inaccettabile presente sperando di mantenere ancora per un po’ i loro piccoli o grandi privilegi.

La collettività coglie questa realtà e (giustamente) rifiuta il potere “a prescindere”, così 5 Stelle diventa il primo partito italiano; si afferma Salvini e le varie destre, impegnati tutti a superarsi vicendevolmente nel contestare e promettere tutto e subito. Ovviamente questa logica è vincente solo rimanendo all’opposizione ma crolla appena arrivati al potere.

Manca infatti totalmente, salvo dichiarazioni velleitarie come la democrazia diretta, qualsiasi ipotesi istituzionale più avanzata; l’anarchia non è una soluzione e il cambiamento politico consiste solo nel sostituire “noi” onesti a “loro” ladri. La situazione rimane invece invariata ma peggiorano ulteriormente uomini e comportamenti. La collettività capisce la situazione e i successi elettorali si sgonfiano; la stragrande maggioranza dei sindaci grillini non è stata rieletta per il secondo mandato (normalmente automatico) e qualcuno cerca di recitare due parti in commedia, quella contestativa dell’opposizione e quella del partito al potere.

La situazione però non si risolve e peggiora creando un legittimo panico che in America ha prodotto Biden e in Italia ha fatto vincere non a chi era di sinistra ma chi sembrava solo meno irresponsabile e incompetente. Anche i politici si sono spaventati e, temendo giustamente che il sistema potesse collassare, hanno chiamato Draghi sperando potesse salvarli. Effettivamente è riuscito a evitare il peggio e tamponare l’emergenza; onore al merito e soprattutto al coraggio, però più di tanto non può fare; il migliore pilota non può vincere se l’automobile ha freno, sterzo, carburatore e quant’altro che non funziona.

Così i pochi tecnici coinvolti, anche se di buon livello, sono impotenti se non hanno gli strumenti per sapere cosa devono fare e devono comunque farlo utilizzando un mastodonte di 4 milioni di lavoratori male inseriti, selezionati, finalizzati e inamovibili. Il pachiderma, l’odiata burocrazia, mantiene così invariato il potere che garantisce lo statu quo e uccide il futuro. L’attesa ripresa è impossibile; l’attuale timida crescita che ricupera solo la perdita del ’19, è stata sufficiente a mettere in crisi porti, noli marittimi, produzione, consumi energetici, nonché tutti i buoni propositi con un ritorno (senza dirlo a Greta) al carbone e al petrolio.    

Continuo a chiedermi, con sempre maggiore meraviglia, fino a quando continueremo a discutere della caratteristica degli uomini coinvolti non vedendo o non volendo vedere, che la loro incapacità non è la causa ma la conseguenza della crisi ed è necessario modificare la situazione, ma per farlo bisogna identificarne la causa e capire come superare i limiti non più accettabili del nostro impianto istituzionale.

Un pensiero riguardo “COMMENTI ALLE ULTIME ELEZIONI 

  1. Concordo totalmente con la sua analisi, Dott. Bruno Musso; molto interessante e realistica. L’Italia, meglio la democrazia italiana di oggi, somiglia ad un clipper con gli alberi di trinchetto, maestra e mezzana spezzati; naviga solo i soli fiocchi e controfiocchi sperando nel buon vento e nella perizia di Capitan Drago..ne. Saremo capaci di evitare le secche???

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