DRAGHI E IL FALLIMENTO DEI POLITICI

Genova – Bruno Musso   15.2.21

E con Draghi finalmente i politici italiani hanno buttato la maschera confermando, come vado ripetendo da anni, che destra e sinistra non difendono contrapposti interessi sociali ma utilizzano solo diverse dichiarazioni di principio per catturare il consenso dell’elettore frastornato. Discorso generale come conferma la destra di Trump votata dall’operaio emarginato contro la sinistra di Biden dell’intellettuale privilegiato.

Tutti difendono solo i propri interessi e a tale scopo, senza traguardare obbiettivi utili alla collettività, cercano il consenso incuranti dei costi collettivi. È l’orgia della demagogia e certo non è “oggettivamente” di sinistra chi sbandiera la difesa del lavoro e la lotta alle diseguaglianze se poi segue prassi opposte che garantiscono a singoli soggetti locali modesti vantaggi, pagati con immensi costi da una collettività ignara, indifesa ed indefinita. Tali sono i risultati reali perseguiti con l’uso degli stanziamenti della Ue, la difesa di aziende decotte e le assunzioni pubbliche in strutture inutili e parassitarie.

Il coronavirus è stato il detonatore che ha fatto esplodere la situazione portando al collasso questa politica di dissennato sperpero, finalizzata solo al consenso e mai al raggiungimento di reali risultati positivi. Travolti dal panico tutti hanno visto in Draghi il salvatore capace di far sopravvivere il sistema Italia, garantendo anche i piccoli e grandi privilegi. Si è così formata una maggioranza bulgara che ha coinvolto tutti salvo qualche sparuto 5 Stelle, perso nel labirinto del sogno utopico di un mondo diverso all’interno dell’attuale impianto istituzionale; gli altri sono saliti compatti sulla nave salvifica, non per difendere l’interesse comune ma perché era il loro unico spazio di sopravvivenza. Anche la non adesione della Meloni non nasce da una diversa posizione politica ma dalla previsione di un consenso maggiore ottenibile come unica forza d’opposizione.

Potrà Draghi evitare il collasso del sistema e garantire un minimo di sopravvivenza agli spaventati politici? Non facile ma non impossibile. Può contare infatti sulla resilienza e fantasia creativa degli italiani e sul fatto che nulla può essere peggio della situazione attuale; deve però superare i vincoli dell’emergenza, le disfunzioni create in anni di mal governo nelle leggi e in tutti i livelli della struttura pubblica, nonché l’oggettiva inadeguatezza attuale del nostro sistema istituzionale.

Un risultato reale è però raggiungibile perché possiamo accontentarci di tornare nella condizione degli altri paesi Ue del Nord Europa; potremmo così in posizione paritetica cercare insieme di adeguare la nostra struttura democratica alle nuove necessità della realtà moderna: obbiettivo indilazionabile nel quale la Ue potrebbe avere una funzione determinante. Facciamo quindi a Draghi i migliori auguri di buon lavoro.       

4 pensieri riguardo “DRAGHI E IL FALLIMENTO DEI POLITICI

  1. Bellissimo questo tuo ultimo commento all’insediamento di Draghi.Condivido finalmente quell”accontentarci di tornare nella condizione degli altri paesi UE”…..È quello che ho sempre pensato ,trovando un divario enorme tra il nostro Paese e gli altri (Germania 3 governi negli anni, noi 28!!!!!) e così via.Poi ci sarà il lavoro più complesso,per tutti, di riformulare la democrazia.E al povero Conte diamo il merito di averci riposizionato ai “blocchi di partenza”

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  2. Condivido appieno l’analisi della situazione politica. Aggiungerei però che è dovuta anche dalla propensione di tutti gli “italiani”, noi compresi, a perseguire i propri privilegi ed interessi egoistici cercando di favorire o chiedere favori in nome di qualche vantata sodalità. Da quanto (poco) tempo abbiamo accettato di fare la coda agli sportelli e non cercare di passare avanti agli altri? Ma siamo sicuri di non volere cercare di ottenere privilegi per la propria carriera o quella di parenti e amici o soci di club o di partito? A quanti sta veramente bene una amministrazione basata sulla meritocrazia? O sulla concorrenza leale? A quanti interessa veramente il bene della comunità e quanti di noi sono disposti a attivarsi “non per chiedere cosa lo Stato può fare per me ma cosa posso fare io per lo Stato”?

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  3. certo Marco la dimensione esistenziale esiste come esistono le diverse caratteristiche dei popoli, ma non è quello che fa la differenza. E’ inevitabile, direi anche corretto, che tutti difendano i propri interessi però l’efficienza di un organizzazione consiste proprio nel far prevalere gli interessi collettivi su quelli individuali. Infatti tutti, un pò più un pò meno, se sono ben inseriti in un’organizzazione produttiva portano dei risultati positivi; se invece l’organizzazione è allo sbando scatta il “si salvi chi può” e ciascuno difende solo i propri interessi paralizzando ulteriormente il sistema. Esattamente la situazione attuale

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