Bruno Musso – Genova 25.8.20
Con il referendum di settembre veniamo tutti chiamati a una generale discussione sul sesso degli angeli; la Costituzione certamente può e deve essere migliorata ma l’obbiettivo dichiarato del referendum è il taglio del costo dei parlamentari e questa è pura demagogia a cui troppi si adeguano alla ricerca del consenso mediatico.
Cottarelli stima correttamente un risparmio possibile di 58 milioni di € anno che rappresenta una cifra ridicola nel bilancio dello Stato, pari a circa lo 0,007% del totale; corretto combattere gli sprechi diffusi e condizionanti, che però sono ben altri e condizionanti perché di un altro ordine di grandezza.
Possiamo ricordare gli svariati miliardi bruciati nel tentativo di prolungare l’agonia di aziende decotte, le pletoriche burocrazie improduttive e paralizzanti, gli investimenti infrastrutturali non fatti o basati su soluzioni troppo care e/o sorpassate ed obsolete, quali a Venezia i 6 miliardi sprecati per il Mose (pari a 100 anni di costo del taglio dei parlamentari), a Genova molti investimenti fatti e l’ulteriore richiesta 15 miliardi di fondi pubblici per infrastrutture vecchie e inadeguate, mentre un progetto innovativo che costa poco e potrebbe far risparmiare 5 miliardi di €/anno al Nord Italia non viene neppure preso in considerazione.
Molti sono i possibili esempi di spaventosi sprechi, nati dall’incompetenza pubblica e dalla convenienza del sottobosco politico paramalavitoso; mancano però la competenza, l’interesse e la volontà anche solo di limitare queste spaventose disfunzioni che compromettono l’equilibrio del bilancio dello Stato e vengono ripetutamente denunciate dai partner della Comunità. Manca infatti la capacità per intervenire e così i politici incapaci di fare si limitano a far finta di fare; si punta su un obbiettivo inutile ma facile e di effetto per alimentare la sensazione che nonostante la crisi la situazione è sotto controllo e può migliorare, con l’obbiettivo di nascondere il crescente ruolo parassitario della classe politica.
Un discorso analogo vale per le misure contro il coronavirus, per i problemi occupazionali e per le situazioni drammatiche che ci aspettano nel prossimo autunno: in questa situazione è criminale scomodare la Costituzione per risparmiare (forse) 58 milioni €/anno, ma i nostri governanti riescono così a continuare a non fare nulla facendo finta di fare, in un’orgia crescente di generale demagogia.
Un crudo ma realistico esame della deplorevole situazione nella quale ci troviamo. Grazie Bruno per la lucidità con la quale esponi i fatti.
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