LA GUERRA IN UCRAINA E LO SCANDALO CORRUZIONE

Bruno Musso – Genova 4.12.25

La mancanza di soluzioni della guerra in Ucraina mi costringe a ritornare sempre al punto di partenza; il 25.6.22 scrivevo che la guerra è originata dallo scontro fra democrazie, forti di una superiorità tecnologica ma in crisi, e dittature arretrate ma con una maggiore capacità decisionale; nessuno poteva vincere salvo, come Putin, sfruttare dall’interno la grande fragilità delle democrazie.

Il 22.3.23 ipotizzavo come unica soluzione che l’Occidente democratico fornisse all’Ucraina le armi per difendersi e poi si ponesse come arbitro per un compromesso accettabile. L’intervento è stato insufficiente con l’assenza della Ue e l’inaffidabilità degli Usa e il 10.3.25 ho evidenziato la strategia di Putin di attacco interno all’Ucraina chiedendo nuove elezioni attraverso le quali impossessarsi dell’Ucraina; ha infatti incominciato ad attaccare personalmente Zelensky non più legittimato perché scaduto (detto da Putin!) e guerrafondaio.

L’accusa, priva di contenuto, ha perso forza grazie alla maggiore serietà della Ue. Siamo così alla situazione odierna con l’infamante accusa di corruzione che coinvolge buona parte del governo e arriva a lambire lo stesso Zelensky. L’opinione pubblica e i giornali sono caduti nella trappola e l’utilizzo di una campagna spregiudicata, hanno permesso la massima demagogia come Salvini che si rifiuta di far pagare ai pensionati e ai lavoratori italiani i lussi dei capi ucraini.

Lo scandalo è scoppiato “casualmente” puntualmente nel momento in cui Putin doveva chiudere ma non voleva cedere nulla; già per questo il buon senso dovrebbe suggerirci una valutazione prudente. Esaminiamo quindi le varie ipotesi possibili senza utilizzare le inattendibili informazioni ma solo la logica comportamentale.

Escluderei l’arricchimento di Zelensky, perché continua a sfidare pesantemente la morte, si veste con la mimetica e indossa la giacca solo per evitare la maleducazione di Trump. Parliamo del suo staff ed esaminiamo le varie ipotesi possibili e il loro grado di credibilità; incominciamo ipotizzando che tutto sia una face new costruita dall’efficiente organizzazione di Putin.

Utilizzo quindi la mia esperienza personale e posso confermare che non è da escludere. Negli anni ’70 ero stato candidato alla presidenza del Cap di Genova (l’attuale Autorità portuale) e la cosa non piaceva; ricevetti una visita della guardia di finanza per un normale controllo fiscale. Un amico mi aveva però precedentemente informato che avevano un obbiettivo diverso.

Arrivando si sono subito riferiti solo a me che ero amministratore delegato dell’azienda e non a mio fratello che in quanto presidente ne era il rappresentante. Dopo qualche manfrina hanno “scoperto” quello che era il loro vero obbiettivo: controllare la legittimità dei contributi statali ottenuti per la costruzione delle navi. Effettivamente la nostra posizione era fuori standard ma assolutamente corretta con tutte le autorizzazioni del Ministero e con un’ampia documentazione giustificativa.

Hanno ignorato tutto; sequestrata la documentazione, incriminando me, non mio fratello, per l’incasso di contributi a fronte di un’operazione inesistente, con tutte le conseguenze penali. Il 30 dicembre dello stesso anno è uscito un grosso articolo sul giornale (mi pare il Secolo) che denunciava la truffa e parlava del sottoscritto “ancora a piede libero”.

La situazione poteva essere drammatica perché i contributi venivano versati ad ogni inizio semestre e una sospensione dell’erogazione poteva compromettere l’equilibrio finanziario. Fortunatamente la serietà e correttezza di altri organi dello Stato hanno limitato i danni.

Seppi in seguito che si voleva comunicare al ministero la truffa per fermare l’erogazione in corso; il magistrato precisò che al ministero doveva scrivere lui e solo dopo aver valutato la credibilità dell’accusa. Anche il Ministro quando gli mostrarono l’articolo chiedendo istruzioni rispose che l’autorità non leggeva i giornali ma le comunicazioni ufficiali degli organi titolati.

Dopo molti interrogatori ai quali, se ricordo bene, alla fine andavo senza avvocato, e fornivo tutta la documentazione e le relative autorizzazioni. Il magistrato infine, superata l’iniziale posizione gentile ma formale, prima di assolvermi, è sbottato “ma come hanno fatto a non averlo visto!”

Ho tristemente risposto che l’indagine aveva due obbiettivi, evitare la mia nomina al Cap. e possibilmente far saltare la nostra azienda che disturbava gli altri perché troppo avanzata. Il primo lo hanno raggiunto il secondo fortunatamente no. Meccanismi di questo genere, almeno in parte, certamente condizionano l’attuale scandalo corruzione in Ucraina, sia per la caratteristica dei soggetti coinvolti, sia per l’estrema capacità di Putin di costruire face new.

La guerra inoltre è in buona parte sommersa e utilizza agenti segreti, sabotatori sul nel territorio ed altro; nessuno di loro fa fattura a fine mese né viene pagato con accredito bancario.  Tutti hanno bisogno di contanti non tracciati e non giustificabili ricuperabili solo attraverso i canali come quelli denunciati. In questo caso, altamente probabile, i soggetti incriminati non solo sono innocenti ma anche eroi che in silenzio, per difendere gli interessi del Paese, subiscono la vergogna.

Queste sono solo ipotesi non dimostrabili, quindi per correttezza immaginiamo che siano tutte false e si tratti in effetto di corruzione. Non mi pare che questa notizia meriti la prima pagina per diversi giorni dei nostri principali giornali? “chi è senza peccato…” certo non Putin e i suoi gerarchi, né Trump che nel gestire la pace traguarda una possibile speculazione edilizia, né noi o gli altri paesi europei. Si tratta quindi di una notizia volutamente montata che accettiamo senza discutere.

Questo che è il vero dramma odierno che oltre a confermare indirettamente le ipotesi avanzate, sottolinea la nostra fragilità di fronte alla guerra ibrida che Putin conduce da anni e che ha coinvolto buon a parte della popolazione europea. Quasi tutte le manifestazioni di piazza, pur in presenza di reali legittimazioni, sono orchestrate da Putin che crea priorità e silenzi come rileva il diverso peso dell’opinione pubblica con riferimento a Ucraina o Palestina.

Democrazia significa potere alla collettività. Obbiettivo non discutibile ma richiede per essere reale che la collettività disponga per effettuare scelte ragionate di potere reale e conoscenza adeguata; oggi dispone invece solo delle libere (?) elezione, necessarie per stabilire i diritti (obbiettivo per cui sono nate) ma non per orientarsi e valutare i fenomeni economici.

Questa mancanza dell’impianto istituzionale crea l’irresponsabilità collettiva della collettività e della struttura pubblica, rendendole entrambe fragilissime e manipolabili dall’esterno. Esiste il rischio che le prossime elezioni europee siano pesantemente condizionate da Putin. Solo superando questo buco nero potremmo ricuperare la persa sovranità e l’equilibrio economico/sociale

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