Bruno Musso – Genova 6.11.20 – Siamo tutti in trepida attesadei risultati americani sperando che la vittoria di Biden, ridando vita alla democrazia, possa contrastare i populismi mondiali, le Brexit, i Salvini, i Le Pen, ricreando un mondo equilibrato dove, come nelle favole, potremmo “vivere per sempre felici e contenti”.
Questa la lettura esistenziale della storia, contestata da Marx, trascura che i singoli non sono gli attori della commedia umana, oggi tendente alla tragedia, ma solo le comparse di un gioco più grande determinato dai condizionamenti produttivi del sistema economico/sociale.
Questi insignificanti commedianti occupano la scena a causa della rottura del meccanismo democratico che ha perso la capacità di assolvere al proprio ruolo. Stiamo ripetendo gli errori fatti nell’Ottocento fino alla crisi del ’29, quando i vincoli politici hanno trasformato in disoccupazione e miseria quell’aumento di libertà e benessere che l’evoluzione tecnologica rendeva possibile e che si è raggiunto solo dopo la guerra.
Nuovamente oggi l’evoluzione elettronica potrebbe permettere un’immensa crescita economica/sociale, ma invece si riducono occupazione, diritti e libertà. La collettività capisce che la struttura politica non difende i suoi interessi e contesta (correttamente) chi detiene il potere, ma in mancanza di soluzioni alternative si premiano solo i demagoghi, che dopo il successo risultano peggiori e più pericolosi dei predecessori.
Questo spiega il riflusso che premia i Biden che però, come il look down, è necessario ma rimanda solo senza risolvere. Il nostro impianto istituzionale pensato dall’Illuminismo francese che quasi 3 secoli fa, ha raggiunto egregiamente il suo obbiettivo di garantire la libertà ai cittadini, ma manca dello strumento, che definirei IV potere, necessario per assolvere i complessi compiti richiesti dall’attuale società.
Senza superare questo determinante condizionamento nessuna soluzione è possibile e l’altalena fra i Trump e i Biden è inevitabile; spaventiamoci per la vittoria dei primi ma non illudiamoci per quella dei secondi. Anche i Biden tradiranno le loro promesse e le nostre aspettative legittimando nuovi Trump sempre peggiori.
Io da anni, in ostinata solitudine, continuo a muovermi in questa direzione alternativa, ma forse è giunto il momento che anche altri smettano di indagare sulle insignificanti caratteristiche dei commedianti e si confrontino con gli irrisolti condizionamenti istituzionali che le determinano.